Da piazza Fiume, si possono fare due brevi deviazioni.
- Per la prima, seguite via Calabria; al primo incrocio girate a sinistra,
lungo via Collina, fino a piazza Sallustio.
Qui, svariati metri al di sotto dell'attuale
livello stradale, si vede una sala romana con un'alta volta.
Questo sito [rif. pianta g]
fu chiamato Orti Sallustiani dal nome del tribuno e storico
Sallustio, I secolo aC.
A quei tempi quest'area era stuata al di fuori del giro di
mura repubblicane. L'obelisco romano ora alla sommità della famosa scalinata di piazza di
Spagna in origine si trovava qui.
Sfortunatamente l'area non è aperta al pubblico,
e può solo essere ammirata dalla piazza. |

gli Orti Sallustiani |
- Tornati in piazza Fiume, la seconda deviazione è lungo via Salaria.
A circa 350 metri dalla piazza si incontra un grosso sepolcro di forma cilindrica [rif. pianta h], ora circondato da palazzi, un tempo coperto dal terreno, dove probabilmente erano piantati alberi ed altra vegetazione, uno stile tipico dei mausolei che accoglievano le ceneri di alte personalità.
L'iscrizione all'ingresso indica il nome dei defunti, Lucilio Peto
e sua sorella Lucilia Polla.
Risale alla fine del I secolo aC, all'inizio del periodo imperiale. |

il mausoleo di Lucilio Peto |
Come il precedente, anche questo sito è inaccessibile, e può essere osservato solo dalla strada, ma è possibile richiedere un permesso presso la 10ª Ripartizione delle Antichità e Belle Arti, via del Portico d'Ottavia 29.

la breccia di Porta Pia |
Proseguendo lungo il muro, da piazza Fiume continuiamo a seguirne il lato esterno, e subito si giunge ad una lapide di grosse dimensioni fronteggiata da un'alta colonna [ rif. pianta i],
in memoria di un evento storico che diede alla storia moderna di Roma una piega decisiva: proprio in questo punto ebbe luogo la "breccia di Porta Pia". Il 20 settembre 1870, le truppe italiane che assediavano l'unica città rimasta sotto il dominio dei papa, riuscirono ad aprirsi un varco nel muro: la facile presa della città da parte dei Bersaglieri poneva termine al plurisecolare Stato Pontificio, e Roma, sotto l'amministrazione dell'Italia ormai unificata, ne diveniva in brevissimo tempo la capitale.
Questo evento è sottolineato dall'iscrizione sulla colonna, che termina con le suggestive parole: "...per questa breccia l'Italia rientrò in Roma".
Poco dopo si raggiunge Porta Pia [rif. pianta 4].
La merlatura e l'aspetto complessivo rivelano chiaramente che questa struttura è molto più recente
del muro romano: fu papa Pio IV a farla realizzare alla metà del XVI secolo, nientemeno che da
Michelangelo.
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Fino ad allora, l'antica via Nomentana (dal nome della località che raggiungeva, Nomentum, ora Mentana, vedi pianta degli ANTICHI DINTORNI DI ROMA) correva dietro questa parte di muro, all'incirca lungo il primo tratto dell'attuale via XX Settembre, compiendo una leggera flessione per raggiungere la vicina Porta Nomentana [ rif. pianta 5],
originale romana. Lo scopo della nuova Porta Pia era dunque quello di fornire a questa via consolare un accesso più largo e scorrevole.
Ancora oggi questo punto è un'importante snodo per il traffico diretto verso il centro della
città. |

via Nomentana, prima e dopo
la costruzione di Porta Pia |
La parte centrale della porta ora ospita un piccolo museo dedicato agli eventi
del 1870, e un monumento in mezzo alla piazza ricorda i
Bersaglieri.
Appena all'interno della porta, a sinistra della via XX Settembre,
una moderna costruzione (1971) dell'architetto inglese Basil Spencer, di forma interessante, è sede
dell'Ambasciata del Regno Unito.
Subito dopo, lungo il muro, si incontra la detta Porta Nomentana
[rif. pianta 5], un'ingresso secondario;
quando Porta Pia fu aperta e il corso dell'antica via Nomentana deviato verso di essa,
quest'apertura cadde in disuso, e venne chiusa per preservare la sicurezza della cinta muraria. La si può ancora riconoscere, alla base del grosso torrione semicircolare, dalla diversa trama del laterizio. |

Porta Pia |
L'altra torre che ne fiancheggiava l'ingresso fu abbattuta
ai primi del XIX secolo per studiare una tomba romana che si trovava presso la base.

Porta Nomentana (in basso a sinistra), appena visibile |
Si noti che, diversamente da Porta Pinciana (e altre porte maggiori), Porta Nomentana non aveva alcun rivestimento di pietra bianca, o simili aggiunte: in origine, tutte le porte romane
dovevano avere un aspetto molto vicino a questa semplice ma robusta struttura di mattoni.
Ora dietro la porta murata si trova il territorio della suddetta Ambasciata Britannica.
Proseguendo lungo l'ampia strada, che ora prende il nome di viale del Policlinico,
una torre con finestre segna il punto dove le mura Aureliane si congiungevano al
Castro Pretorio.
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Qui, mentre svoltiamo lungo viale di Castro Pretorio, termina la prima parte del giro;
più giù, sulla sinistra, si noterà un moderno complesso, la Biblioteca Nazionale.
Davanti all'ingresso alla biblioteca è la stazione "Castro Pretorio" della metropolitana
(linea B).